La Raccolta

19.90

Colore: giallo paglierino, con caldi riflessi oro

Profumo: al naso, rivela profumi di miele, acacia e fiori gialli e bianchi appassiti e note di frutta secca

Sapore: al gusto è equilibrato, pieno e piacevolmente fresco, caratterizzato da raffinate note di nocciola tostata e agrumi e da un lungo finale nel quale ricorrono le note minerali e ammandorlate

Temperatura di servizio ideale:  12-14°C.

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Esaurito

Prodotto da: Cantine del Notaio
COD: gdb-3562web- Categorie: , , , , ,

Descrizione prodotto

Etichetta
Indicazione Geografica Tipica. La Raccolta delle Cantine del Notaio è ottenuto dalla vinificazione in bianco di uve aglianico e da altri vitigni a bacca bianca. Sui tufi vulcanici del Monte Vulture, nelle contrade più rinomate, le nostre vigne sono coltivate nel rispetto della vita del terreno. Ne deriva, un vino dal colore giallo paglierino, con profumi di acacia, miele e frutta secca. Pieno e morbido al gusto, è caratterizzato da note ammandorlate e da un finale fresco e complesso.
Consigli
Si abbina su piatti di mare in genere, ma anche con preparazioni a base di verdure e carni bianche delicate. Molto bene con le grigliate di pesce.QR Code

Informazioni aggiuntive

Origine

Basilicata

Formato

75 CL

Annata

2014

Classificazione

IGT

Vitigno

Aglianico, Chardonnay, Fiano, Sauvignon

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LE CANTINE DEL NOTAIO

L’Azienda

La passione per la viticoltura è antica nella famiglia Giuratrabocchetti e si tramanda da generazioni.
E’ da questa tradizione che nasce, nel 1998, l’azienda Cantine del Notaio, quando Gerardo Giuratrabocchetti, laureato in Scienze Agrarie, raccoglie, con la moglie Marcella, la sfida di valorizzare l’Aglianico del Vulture coltivato nelle proprie vigne, unendo tradizione, innovazione, storia e cultura del territorio.
Con il Professor Luigi Moio, ordinario di Enologia presso l’Università degli Studi di Napoli “Federico II”, si approfondisce la ricerca sulle potenzialità enologiche di questo vitigno, il più importante del Sud Italia, austero e generoso al tempo stesso e capace di regalare vini dalla straordinaria personalità.

Il Vitigno

L’Aglianico è un vitigno noto fin dai tempi dell’antica Grecia. Cantato dal poeta latino Orazio, è coltivato sulle pendici di un antico vulcano spento, il Vùlture, che è all’origine di quei fattori naturali che determinano la tipica composizione e maturazione di queste uve. Infatti, grazie alla natura vulcanica dei terreni, fertili e ricchi di particolari elementi minerali, alla presenza in profondità di strati tufacei che funzionano da riserva di acqua nei periodi più siccitosi dell’anno (quello che i contadini del posto chiamano “il tufo che allatta”) ed al microclima del tutto particolare, i grappoli, attentamente selezionati e sapientemente lavorati, permettono di ottenere un vino forte, con spiccata personalità, prezioso nel colore rubino e dai profumi complessi.
Per questo l’azienda ha dedicato particolare attenzione alla scelta dei vigneti.
I 26 ettari di proprietà sono distribuiti nelle contrade più tipiche e più rinomate dell’area del Vulture (Rionero, Barile, Ripacandida, Maschito e Ginestra) con alcune vigne vecchie di oltre cento anni.
Tutti terreni che, pur avendo natura diversa (sabbiosi, pozzolanici, di medio impasto e argillosi), hanno in comune lo strato di tufo vulcanico ed una esposizione pedoclimatica che consente la perfetta maturazione di questo che è uno dei vitigni più tardivi per epoca di raccolta (da metà ottobre a metà novembre).

Le Cantine

Una parte importante del progetto è anche nella valorizzazione delle tradizioni culturali del territorio, a partire dal recupero delle antiche grotte, risalenti al 1600 ed utilizzate dai Padri Francescani.Questi antri naturali, scavati nel tufo vulcanico, grazie ad un perfetto e naturale equilibrio di temperatura, umidità costante e ventilazione, garantiscono condizioni eccezionali di affinamento del vino, che vi riposa all’interno di barriques di rovere francese.Tutte collegate tra loro, le grotte si sviluppano nel sottosuolo del paese creando un percorso sotterraneo di grande suggestione e si irradiano da una piccola e deliziosa piazzetta, chiamata Facìle, tipica dell’architettura locale. Il Facìle, con la sua caratteristica forma a ferro di cavallo conseguente allo scavo delle grotte nel tufo, raccoglieva le acque piovane: era di fatto una specie di conca, una sorta di “bacìle”, termine da cui deriverebbe, per l’appunto, l’espressione dialettale “Facìle”.