Il Sigillo

31.99

Colore: colore rosso granato, luminoso.

Profumo: al naso si caratterizza per la profondità che si svela con note di frutti di bosco in confettura, cioccolato e pepe nero.

Sapore: opulento e al tempo stesso elegante, al gusto ha un ingresso morbido dovuto al lieve residuo zuccherino. E’ vellutato e caratterizzato da un lungo finale speziato, di liquirizia e cioccolato fondente

Temperatura di servizio ideale:  18°C.

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Esaurito

Prodotto da: Cantine del Notaio
COD: gdb-3546web- Categorie: , ,

Descrizione prodotto

Etichetta
Denominazione di Origine Controllata. Il Sigillo delle Cantine del Notaio  è  ottenuto dalla vendemmia tardiva di uve surmature del vitigno Aglianico. Sui tufi vulcanici del Monte Vulture, nelle contrade più rinomate, le nostre vigne sono coltivate nel pieno rispetto della vita del terreno. Ne deriva un vino di carattere che matura poi in piccoli carati di rovere nelle suggestive grotte di tufo del 1600.
Consigli
Si abbina a piatti di grande struttura. Bene le preparazioni a base di carne e formaggi dalla grande persistenza aromatica. Molto valido anche l’abbinamento con dolci a base di cacao amaro fuso.QR Code

Informazioni aggiuntive

Origine

Basilicata

Formato

75 CL

Annata

2010

Classificazione

DOC

GRADAZIONE

14,5 %

Vitigno

100% Aglianico

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LE CANTINE DEL NOTAIO

L’Azienda

La passione per la viticoltura è antica nella famiglia Giuratrabocchetti e si tramanda da generazioni.
E’ da questa tradizione che nasce, nel 1998, l’azienda Cantine del Notaio, quando Gerardo Giuratrabocchetti, laureato in Scienze Agrarie, raccoglie, con la moglie Marcella, la sfida di valorizzare l’Aglianico del Vulture coltivato nelle proprie vigne, unendo tradizione, innovazione, storia e cultura del territorio.
Con il Professor Luigi Moio, ordinario di Enologia presso l’Università degli Studi di Napoli “Federico II”, si approfondisce la ricerca sulle potenzialità enologiche di questo vitigno, il più importante del Sud Italia, austero e generoso al tempo stesso e capace di regalare vini dalla straordinaria personalità.

Il Vitigno

L’Aglianico è un vitigno noto fin dai tempi dell’antica Grecia. Cantato dal poeta latino Orazio, è coltivato sulle pendici di un antico vulcano spento, il Vùlture, che è all’origine di quei fattori naturali che determinano la tipica composizione e maturazione di queste uve. Infatti, grazie alla natura vulcanica dei terreni, fertili e ricchi di particolari elementi minerali, alla presenza in profondità di strati tufacei che funzionano da riserva di acqua nei periodi più siccitosi dell’anno (quello che i contadini del posto chiamano “il tufo che allatta”) ed al microclima del tutto particolare, i grappoli, attentamente selezionati e sapientemente lavorati, permettono di ottenere un vino forte, con spiccata personalità, prezioso nel colore rubino e dai profumi complessi.
Per questo l’azienda ha dedicato particolare attenzione alla scelta dei vigneti.
I 26 ettari di proprietà sono distribuiti nelle contrade più tipiche e più rinomate dell’area del Vulture (Rionero, Barile, Ripacandida, Maschito e Ginestra) con alcune vigne vecchie di oltre cento anni.
Tutti terreni che, pur avendo natura diversa (sabbiosi, pozzolanici, di medio impasto e argillosi), hanno in comune lo strato di tufo vulcanico ed una esposizione pedoclimatica che consente la perfetta maturazione di questo che è uno dei vitigni più tardivi per epoca di raccolta (da metà ottobre a metà novembre).

Le Cantine

Una parte importante del progetto è anche nella valorizzazione delle tradizioni culturali del territorio, a partire dal recupero delle antiche grotte, risalenti al 1600 ed utilizzate dai Padri Francescani.Questi antri naturali, scavati nel tufo vulcanico, grazie ad un perfetto e naturale equilibrio di temperatura, umidità costante e ventilazione, garantiscono condizioni eccezionali di affinamento del vino, che vi riposa all’interno di barriques di rovere francese.Tutte collegate tra loro, le grotte si sviluppano nel sottosuolo del paese creando un percorso sotterraneo di grande suggestione e si irradiano da una piccola e deliziosa piazzetta, chiamata Facìle, tipica dell’architettura locale. Il Facìle, con la sua caratteristica forma a ferro di cavallo conseguente allo scavo delle grotte nel tufo, raccoglieva le acque piovane: era di fatto una specie di conca, una sorta di “bacìle”, termine da cui deriverebbe, per l’appunto, l’espressione dialettale “Facìle”.